LA STORIA

 

Love Boat palmMax Linder era a bordo per il viaggio inaugurale. Quando seppe dell’accaduto, e dell’italiano che era riuscito a salvare la situazione in quattro e quattr’otto, mi avvicinò e mi offrì di lavorare a bordo come rappresentante del noleggiatore. Lì per lì non sapevo cosa fare. L’odore del mare fece il resto, ed accettai. Non sto qui a raccontarvi altre peripezie di quella povera barca che pensava di essere pronta ad affrontare i mari del tropico ma, aimé, non lo era. Basti dire che dopo la prima crociera, decisi di consigliare a Linder di sbarcare il personale di cucina (cinese, incapace di preparare un buon menu giorno dopo giorno) e di far imbarcare una brigata di cuochi italiani. Max Linder non esitò ad accettare il mio consiglio e fu così che iniziò, con la Princess, la tradizione di servizi italiani che sarebbe durata fino a pochi anni fa. Non mi incontrai con Stan McDonald se non qualche mese dopo. Ma lo conoscevo, e mi conosceva: ci eravamo incontrati a Seattle sull’Acapulco. Quando accettai il lavoro, non sapevo ancora che avrei lavorato per lui.  

La Patricia ebbe il successo che “forse” si meritava. Dico forse tra virgolette perché il povero traghetto aveva tanti problemi (tra l’altro non esisteva, a bordo, una lavanderia!), ma c’era tanta buona volontà da parte di tutto l’equipaggio. Quel successo fece fare un passo da gigante al McDonald: il noleggio di una nave tutta italiana di recente costruzione, ferma a Muggia perché, falliti i cantieri di costruzione, la nave fu rilevata dalla Banca Nazionale del Lavoro che non sapeva cosa farne. Si trattava della nave Italia, subito ribattezzata Princess Italia. Il noleggio fu un sollievo per la Banca, e un asso nella manica per McDonald. Tanto più perché, durante il viaggio di trasferta da Miami a Los Angeles, ci fu a bordo l’anteprima di un film di successo, The Valley of the dolls, con attori e attrici di gran nome in quei giorni, come Patty Duke e Sharon Tate. E dove vanno le celebrità, come dicevo prima, lì vanno le folle. Infatti, al suo arrivo a Los Angeles, sulla Harbor Freeway da Los Angeles a San Pedro, c’era un traffico enorme che portava la folla sottobordo. Dovette intervenire la Coast Guard per mettere un po’ d’ordine. Assieme alla folla, c’erano i giornalisti e le camere televisive di tutta Los Angeles. La fama della Princess Italia, e della Princess Cruises, era assicurata.

 

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